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IL TASSO: UN PO' DI STORIA di |
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Il Tasso, nonostante la sua ampia distribuzione e la relativa densità delle sue popolazioni, è stato per lungo tempo ignorato e perfino sconosciuto. Il grande scienziato e naturalista francese Geoges Louis Leclerc Conte di Buffon (1707-1788) definisce, nella sua monumentale Histoire Naturelle, il Tasso come un pigro e solitario abitatore dei boschi. Ancora nel 1825, in una traduzione italiana della Storia Naturale di Buffon, si parlava del Tasso come di un animale "infingardo, diffidente, solitario". Secondo Buffon era sconosciuto in Asia ed ignoto ai greci e "non è molto diffuso oltre la Spagna, la Francia, l'Italia, l'Allemagna, l'Inghilterra, la Polonia e la Svezia, e scarseggia per ogni dove.". Si pensava erroneamente che le femmine partorissero in estate.
Nel 1884 C.Vogt e F Specht, tradotti dal prof. Lessona, citano alcune leggende che descrivono il Tasso come un "borghese pacifico, mite e riflessivo, che ama la quiete, la famiglia e la propria casa (...). E' cugino e amico della volpe, che cerca invano di ricondurre sulla strada della virtù, e che difende da buon parente, malgrado i cattivi tiri che essa gli fa.". Nel complesso le conoscenze erano cresciute dai tempi di Buffon, ora il suo areale era esteso all'Asia e le nascite spostate a marzo. Tuttavia i due zoologi pensano, a differenza di Buffon, che i tassi cadano in letargo.
Nel 1907 Luigi Figuier parla ancora di un Tasso schivo e solitario. Bisognerà arrivare al secondo dopoguerra, con gli studi di Ernest Neal, per iniziare a capire i diversi aspetti della biologia di questa straordinaria specie.
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