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Il Tasso di |
Una poesia sulla caccia al tasso in Gran Bretagna
Traduzione di Roberto Boesi
Grazie a Steve Jackson di
Brockwatch per la
versione originale della poesia.
Il tasso che vive nel suo territorio boscoso ha un mantello ispido e un nero muso appuntito. Scava grandi tunnel nel folto dei boschi tra le felci e gli arbusti. Con il muso sul terreno corre con difficoltà e qualsiasi animale lo può battere nella corsa. Il cane da pastore lo insegue fino alla sua tana seguito e aizzato da uomini e cani. Il boscaiolo, quando comincia la caccia e si aggira di notte nel folto del bosco per stanare le volpi, non vede i numerosi buchi fatti dal tasso fra gli alti cespugli e spesso vi inciampa e cade.
Quando è mezzanotte una muta di cani e uomini esce e segue le tracce del tasso fino alla sua tana. Mettono un sacco nel buco e aspettano finché arriva il vecchio tasso, che li fiuta. Gli uomini si sparpagliano. La vecchia volpe sente il rumore e lascia cadere la preda, il bracconiere spara e fugge, la vecchia lepre mezza ferita sfreccia via. Gli uomini richiamano i cani e con un forcone lo spingono in paese. Tutto il giorno lo aizzano con i cani, ridono, urlano e spaventano i maiali del villaggio con le loro grida per le strade rumorose.
Il tasso corre, morsica tutti quelli che incontra, si volta per fronteggiare l'alto frastuono e respinge i ribaldi fino alle loro case. Ovunque vada la turba viene colpito da numerose pietre. Quando il tasso combatte, ognuno è un nemico, i cani sono richiamati e incitati a unirsi alla lotta. Anche se piccolo e grande la metà esso li combatte per ore e li batte tutti. Il feroce mastino giace, si lecca le zampe e se ne va. Il "bull dog" conosce il suo avversario e abbandona. Il tasso ringhia e non lascia la presa, l'insegue e azzanna gli uomini scatenati e imprecanti
Le donne spaventate portano via i bambini, Il ribaldo del villaggio ride e si unisce alla zuffa. A stento il tasso cerca di raggiungere il bosco, ma si ferma e lotta per fermare l'inseguimento; si volta ancora e respinge la folla urlante e combatte i cani in un fragore assordante. Esso li respinge e li batte tutti. Essi si disperdono e poi si riuniscono. Il tasso cade come morto ed è calciato da uomini e cani, poi si rialza e respinge la folla, finché colpito e lacerato giace sconfitto e lascia la presa. Emette dei rantoli e muore.
Alcuni tengono il tasso catturato come un maiale e lo addomesticano come un cane, lo incitano come coi cani e esso combatte e appena ferito abbandona e si raggomitola come se fosse addormentato. Rifiuta di fuggire e azzanna qualsiasi cane gli si avvicini Richiamato come un cane non morsica mai l'uomo, ma azzanna i cani e scappa nella sua tana. Gli uomini lo fanno uscire e là esso combatte la muta di tutto il paese. Lecca la mano che lo accarezza e cerca di giocare e non tenta mai di morsicarla e scappare. Scappa dal rumore e si rifugia nel tronco cavo degli alberi bruciati dai ragazzi per catturare le api.
John Clare (1793-1864), ha scritto questa poesia nella prima metà del 19° secolo.
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